Rivoluzione Francese: addio parity rate

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La Francia rompe gli indugi e prende una posizione netta contro la parity-rate, abolendo per legge il vincolo che impone agli albergatori di vendere le proprie stanze allo stesso prezzo delle OTA

di Stefano Mascioni

Poche chiacchiere. Secondo i politici francesi la parity-rate va abolita per legge e da giovedì scorso, l’Assemblée Nationale (la camera più importante del parlamento francese) ha iniziato il percorso parlamentare che punta all’abolizione della clausola di parity rate tra albergatori e OTA, con tanto di 150.000 euro di multa ai chi non rispetterà il diritto transalpino.

Con buona pace dei colossi americani, che si mangiano gran parte della torta mondiale delle prenotazioni online (la sola Booking, in Francia controlla i due terzi del mercato); rispolverando la sua antica tradizione rivoluzionaria, il Paese che può vantare il più altro numero di turisti al mondo e che del turismo fa un’industria che vale il ben il 6,2% del prodotto interno lordo, si sta popolando di moderni giacobini, pronti a tagliare la testa al re, mentre nel resto d’Europa il movimento delle varie autorità per la garanzia della concorrenza (antitrust) ricorda l’incedere dei pachidermi nelle calde giornate di sole, con la sola Germania che ha cominciato a battere i pugni sul tavolo e che si avvia a seguire le orme di Parigi dopo aver impugnato le proposte di Booking.

La legge corre in parlamento

Francoid Hollande

Il Presidente Francese, Francois Hollande

Certo, il corso parlamentare della legge francese non sarà fulmineo, ora tocca al Consiglio dei Ministri fare i prossimi passi e definire i dettagli, probabilmente ci vorranno mesi, ma la volontà politica c’è tutta e c’è anche chi è pronto a scommettere che presto, gli albergatori francesi potranno offrire prezzi più bassi nel proprio sito rispetto alle OTA.

Dal canto loro, i big player, Booking in testa, annunciano battaglia ancora prima che la legge entri in vigore, e preparano tutte le carte necessarie per appellarsi alla Corte Costituzionale transalpina, l’unica in grado di ghigliottinare la nascente legge in caso di dubbi di costituzionalità.

La fine della partity rate potrebbe portare ad una guerra dei prezzi violentissima” ha dichiarato a France-Presse un portavoce di Booking che ha preferito mantenere l’anonimato, mentre Carlo Olejniczak, manager Priceline per l’area Francia-Spagna-Portogallo ha dichiarato a tnooz che se dovesse passare la legge “i margini degli hotel si ridurranno e con essi la qualità dell’offerta, tutte cose che non aiuteranno di certo il business mentre i metasearcher continueranno a fare quello che vogliono, offrendo sempre vie nuove per sconti e riduzioni”.

L’Assemblée Nationale ha stabilito anche che l’accordo tra OTA e hotel sarà un “contrat de mandat“, ovvero un semplice mandato di vendita.

Secondo tnooz, i portavoce di Priceline Group, Expedia e HRS hanno affermato che “i contratti firmati negli anni scorsi sono perfettamente compatibili con il mandato di vendita standard” mentre Guilain Denisselle, direttore di Tendance Hotellerie, ha dichiarato che “Il “contrat de mandat“ non cambia molto, se non che tutte le piattaforme di vendita camere dovranno firmarlo; sto aspettando le risposte degli avvocati per vedere se gli affiliati possono essere considerati come una “piattaforma di prenotazione” ma per avere un quadro definito dobbiamo aspettare che la legge sia pubblicata dal Consiglio dei Ministri“.

Ciò che ancora non è chiaro è se la legge francese riguarderà anche il servizio di prenotazione alberghiera offerto da portali come Easyjet o Europcar, considerando che la legge parla di “piattaforma di prenotazione on-line per l’affitto di camere d’albergo per i clienti” mentre quello che è certo, è che la legge sarà valida a prescindere dal luogo in cui ha sede il portale, se si parla di soggiorno in Francia non c’è paradiso fiscale che tenga, bisogna fare come vogliono i francesi.

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