Qunar dice no a Ctrip

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Il mercato delle OTA in Cina continua a fare i fuochi d’artificio. Dopo la recente cessione di elong da parte di Expedia, Qunar rifiuta un’offerta d’acquisto da parte di Ctrip, che annuncia l’arrivo di capitali freschi dal fondo d’investimenti Silver Lak

di Stefano Mascioni

Il Dragone continua a fare fuoco e fiamme. Solo qualche giorno fa infatti, il gigante americano Expedia aveva deciso di cedere la controllata elong (numero 2 tra le OTA cinesi) al leader del mercato Ctrip, che non contenta della mega-acquisizione che darà vita alla società di gran lunga numero uno nel Paese del Sol Levante, ha provato a comprarsi anche Qunar, che però ha gentilmente rifiutato l’offerta, avendo appena ricevuto una robusta iniezione di capitali freschi dal fondo d’investimenti Silver Lake, che ha messo sul piatto 500 milioni di dollari per entrare nel portale controllato dall’azionista di maggioranza Baidu (il maggiore motore di ricerca cinese, in pratica Google con gli occhi a mandorla).

E’ stata la stessa Qunar a diffondere la notizia, durante la conferenza stampa di commento ai risultati del primo trimestre 2015, specificando che presto cambieranno anche i rapporti tra la stessa Qnar e Baidu.

Il giorno 8 maggio 2015 – si legge nella nota diffusa dai vertici di Qunar - abbiamo ricevuto un’offerta non sollecitata da Ctrip, per l’acquisizione di tutte le nostre azioni in circolazione. Dopo un attento esame di tale offerta, abbiamo deciso di rifiutare, comunicando la nostra scelta in una lettera del 1 giugno 2015; in ogni caso, la nostra politica commerciale non cambia e prenderemo seriamente in considerazione tutte le potenziali collaborazioni strategiche, manteniamo il dialogo aperto con Ctrip così come con gli altri operatori leader nel nostro settore.

Come dire che con un’offerta adeguata, magari Qunar potrebbe ripensarci, mettendo a segno una vendita record. D’altronde il mercato in Cina sta crescendo in maniera poderosa, specialmente nel mobile (come evidenziato di risultati del sondaggio in basso, effettuato da China Internet Watch), considerando che nel primo quadrimestre 2015 ha toccato quota 94,76 miliardi di yuan (circa 15,2 miliardi di dollari), facendo segnare un + 53% e gettando benzina sul fuoco nella corsa al controllo delle maggiori OTA del Paese.

mercatocina

Dati: China Internet Watch

Sono ancora numeri non sufficienti a garantire solidi profitti, ma guardando al futuro la Cina rappresenta uno dei mercati più promettenti, dove chi arriva per primo ha un vantaggio competitivo enorme. “La Cina non è ancora un mercato maturo nel settore viaggi – conclude la nota di Qunar - ma le premesse per crescere, specialmente nelle prenotazioni da device mobile ci sono tutte; l’elevato livello di concorrenza è normale, considerando l’entità del premio che andrà a chi riuscirà a dominarlo; è come essere tornati indietro di una dozzina di anni o giù di lì, quando il mercato mondiale del booking online era ancora all’inizio ed estremamente frammentato”.

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