Politica digitale italiana e turismo: risultati mediocri per Expo

expoanalisi

A due settimane dall’inaugurazione dell’esposizione universale di Milano, l’Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo diffonde i dati relativi ad una ricerca che analizza gli effetti degli investimenti istituzionali on line. Con risultati deludenti

Non c’è feeling tra la rete e gli investimenti pubblici. Dopo la bufera mediatica che ha investito verybello.it, il sito fortemente voluto dal Ministro Franceschini per promuovere l’offerta culturale italiana durante Expo, ISVRA fa un’analisi tanto certosina quanto impietosa che boccia nettamente le iniziative messe in campo, spesso con procedure discutibili e con investimenti per milioni.

Pusceddu

Mario Pusceddu, Presidente ISVRA

 

“E’ noto che i servizi turistici si prenotano ormai prevalentemente su internet – spiega Mario Pusceddu, Presidente di ISVRAe così, evidentemente, è e sarà anche in occasione dell’Expo di Milano, alla quale è stato ripetutamente attribuito un grande effetto sul rilancio del turismo nel nostro Paese, ma che cosa ha fatto sul web l’Italia per cogliere questa grande occasione?

Secondo una nostra ricerca – prosegue Pusceddu – poco o nulla, sia per il numero, sia per la qualità, delle iniziative. Ancora una volta saranno i grandi intermediari stranieri a trarre beneficio dal turismo verso l’Italia”.


 

isvraL’analisi di ISVRA mette in evidenza non solo che i siti internet istituzionali realizzati in occasione di Expo per promuovere il turismo sono di poca efficacia, ma mette anche in dubbio che al numero di visitatori previsti per Expo possa corrispondere una effettiva crescita del turismo nel Belpaese. Valutazioni che si aggiungono alle perplessità degli operatori del settore turistico-alberghiero che secondo Pusceddu già considerano “timida e lenta” la tendenza delle prenotazioni legate ad Expo, attribuendole un peso nell’ordine del 5% del giro d’affari, persino inferiore a quanto registrato in occasione di altre manifestazioni fieristiche milanesi. “Quanto poi riguarda la diffusione del turismo, riconducibile alla visita di Expo, in altre zone del Paese, oltre le immediate vicinanze di Milano – conclude Pusceddu – per il momento è notte fonda

I siti esaminati

La ricerca di ISVRA ha preso in considerazione i siti internet istituzionali di promozione turistica legati ad Expo ovvero:

- Wonderfulexpo2015.info - presentato come “il sito turistico ufficiale di Expo Milano 2015”, sostenuto da Camera di Commercio di Milano, Unioncamere Lombardia, Regione Lombardia ed Expo 2015

Wonderfooditaly.info - connesso al precedente, per presentare le Città del Gusto, con lo slogan “Land of favours – Discover the best italian food destinations;

Verybello.it, presentato come “1000+ cultural events – Viaggia nella bellezza – Italia per Expo 2015”, realizzato da Lola et Labora per conto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Sono stati inoltre presi in considerazione: – il sito ufficiale di Expo, Expo2015.org, che peraltro non dà alcuna informazione turistica e non contiene neppure un link ai siti turistici istituzionali, oltre al sito ufficiale del turismo italiano, Italia.it, che contiene una pagina dedicata ad Expo, con link a Verybello.it ma non a Wonderfulexpo2015.

Il ranking dei siti esaminati

Di tutti è stata rilevata la posizione nella graduatoria mondiale e italiana di frequentazione (dati Alexa.com). Il migliore è Expo2015.org, segue Italia.it, poi Wonderfulexpo2015.info. Verybello.it ha avuto un brevissimo picco di visite in occasione della pubblicazione a fine gennaio scorso (probabilmente dovuto alla pioggia di critiche che ne sono seguite), poi quasi nulla. Complessivamente, considerando che l’Italia è uno dei Paesi turisticamente più importanti del mondo, e che c’è il richiamo straordinario di Expo, secondo ISVRA i risultati sono più che modesti. Si consideri, ad esempio, che i dati di un sito privato specializzato in un solo segmento, come Agriturismo.it, sono sensibilmente migliori. E’ dunque evidente che gran parte delle prenotazioni per Expo sarà effettuata tramite le grandi OTA statunitensi, leggi Booking.com, Expedia.com, Hotels.com & C alle quali andrà circa il 20% del fatturato del ricettivo.

tabella

Posizionamento nel web mondiale e nazionale dei siti turistici che promuovono Expo, rilevazione a cura di ISVRA al 31 marzo 2015.
Le lingue

Le traduzioni dei contenuti vedono Wonderfulexpo2015.info ad un livello adeguato alla portata dell’evento e alle principali provenienze di turisti con 9 idiomi (Italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, cinese, giapponese); Wonderfooditaly.info invece si ferma a 7 lingue, come il precedente ma senza il russo e il giapponese.  Italia.it è attento solo alle principali provenienze europee con 5 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo) mentre Expo2015.org si ferma addirittura a 3 (Italiano, inglese, francese) e Verybello.it dopo essere andato on line esclusivamente in italiano, ora ha anche la versione inglese, ma non c’è traccia delle lingue promesse dallo stesso Ministro Franceschini in una intervista rilasciata il 25 gennaio 2015 al Fatto Quotidiano in piena bufera verybello dal titolo “#verybello lascia #senzawords“.

Il Ministro Dario Franceschini

Il Ministro Dario Franceschini

Come detto nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi – spiegava Franceschini nell’intervista –  ieri (24 gennaio ndr) abbiamo anticipato Verybello nella versione italiana ma il sito sarà multilingue: il 7 febbraio lo presenteremo nella versione in inglese. Successivamente sarà disponibile in russo, cinese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese. #verybello è uno strumento per incentivare il turismo culturale: siamo ben consapevoli che il suo successo dipenderà molto dall’uso che ne faranno i turisti stranieri. Ecco perché avvieremo una campagna di promozione in Italia e all’estero”

 

Eppure, dopo gli annunci, a due settimane dal taglio del nastro la situazione è ancora estremamente deficitaria e secondo lo studio ISVRA, le lingue sono evidentemente insufficienti per soddisfare una lettura in lingua madre da parte di una parte consistente dei possibili visitatori di Expo.

I servizi di prenotazione

Wonderfulexpo2015.info è l’unico sito, fra quelli considerati, che prevede la presentazione di strutture ricettive e la prenotazione dei posti letto. Vi è inoltre la presentazione di alcune attrattive territoriali (ma solo di Lombardia, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia), con il rinvio al sito wonderfooditaly.info per la presentazione delle Città del Gusto (ma solo Parma, Bologna e le Langhe). Tanto che parecchie regioni, a partire dal Veneto che per l’occasione ha messo online expoveneto, hanno dato vita a progetti autonomi, generando la consueta dispersione degli investimenti.

La sezione “dove dormire” presenta, appena 233 strutture ricettive di cui 197 in Lombardia. Evidentemente la partecipazione al progetto delle Regioni più distanti da Milano non c’è stata; ed è stata anche molto modesta anche la partecipazione delle strutture ricettive delle Regioni considerate. Si tenga presente che il principale portale di prenotazioni turistiche, Booking.com, nella sola zona di Milano, tratta circa 1.250 strutture ricettive; in Lombardia più di 6.200.

Sono stati osservati da ISVRA anche altri siti privati dedicati alle prenotazioni di posti letto in occasione di Expo, meglio posizionati su Google (ricerca “prenotazioni expo 2015”). Nessuno evidenzia dati di visibilità significativi. In base ai dati esaminati, non vi sono elementi ragionevolmente fondati per affermare che il turismo, interno e proveniente dall’estero, sarà significativamente incrementato da Expo. I progetti di comunicazione realizzati sul web sono oggettivamente debolissimi, per contenuti e visibilità, ai fini del richiamo di nuovi visitatori verso il nostro Paese.

Questo il lapidario giudizio dell’Istituto guidato da Mario Pusceddu, c’è da sperare che malgrado tutto, le cose vadano per il meglio, contando sulla storica capacità comunicativa degli italiani, che spesso è stata capace di abbattere barriere culturali e linguistiche.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *