Parity rate: la Francia la vieta per legge

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Il percorso parlamentare della “Legge Macron” ha incassato la votazione finale dell’Assembela Nazionale, spazzando via la parity rate per sempre dal territorio francese. Ora bisognerà vedere come reagiranno le grandi OTA, a partire da Booking

 

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Il ministro Emanuelle Macron

Lo avevano annunciato a giugno e ora dalle parole si è passati ai fatti. La Francia ha appoggiato la rivoluzione del ministro ultraliberista Emmanuel Macron e ha deciso di vietare per legge il vincolo della parity rate, permettendo a tutti gli hotel transalpini di applicare prezzi più bassi sul loro sito come su tutti i canali di distribuzione diretta.

L’Assemblea Nazionale francese ha preso una decisione tanto impegnativa quanto storica, adottando nella votazione finale della ‘Legge Macron’ la cancellazione di eventuali “clausole di parità” nei contratti tra albergatori e agenti di viaggio online e qualificando la durata stessa degli accordi come “contratto di mandato”.

E’ la prima legge Europea che vieta esplicitamente le clausole di parità e gli albergatori in Francia festeggiano per aver “riconquistato libertà imprenditoriale, ora saremo in grado di offrire ai nostri clienti le tariffe o i servizi che riteniamo più opportuni”.

Rispetto alle decisioni di diverse autorità garanti della concorrenza del 21 aprile 2015 (tra cui quella francese) è un vero e proprio strappo, e ora bisognerà vedere che cosa decideranno di fare in Germania, dove ancora non c’è una legge vera e propria ma dove serpeggia una forte volontà politica nel seguire le orme dei francesi.

E’ in corso una rivoluzione per il settore alberghiero francese e per i nostri clienti. Dopo la decisione dell’Autorità garante della concorrenza, questo voto contribuirà alla creazione di un quadro contrattuale rinnovato, per ripristinare le condizioni di un rapporto commerciale di fiducia tra alberghi e siti di prenotazione, nell’interesse dei consumatori “, spiega Roland Heguy, Presidente degli albergatori francesi e membro dell’ HOTREC UMIH.

Ci complimentiamo con la decisione da parte dell’Assemblea nazionale francese. Il voto di oggi conferma senza dubbio il divieto di clausole di parità in tutta la Francia, che segna un’altra pietra miliare nelle discussioni in Francia e in Europa sull’applicabilità delle clausole di parità“, spiega invece Didier Chenet, presidente HOTREC

L’industria alberghiera europea considera questa decisione come una tappa fondamentale, per ripristinare la completa libertà imprenditoriale per gli albergatori di tutta Europa. Dopo la Germania, che ha vietato le clausole di parità in materia di concorrenza, seguita da una sentenza della Corte Federale, la Francia sta aprendo una via nuova ” commenta invece Susanne Kraus-Winkler, di HOTREC che aggiunge “L‘industria alberghiera europea auspica vivamente che processo di ripristino della libertà imprenditoriale non si fermi ai confini francesi e tedeschi”.

Eppure, in Italia le cose sembrano molto diverse, considerando la recente senteza del TAR del Lazio che ha persino annullato la multa di 500.000 euro a tripadvisor.

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