La Germania contro Booking

antitrust
La guerra alla “parity rate” continua in tutta Europa. E’ notizia di ieri che il Bundeskartellamt, l’Antitrust tedesca, ha scritto a Booking.com Deutschland per ribadire con forza la necessità di sopprimere immediatamente la clausola che impone gli stessi prezzi tra portale ed hotel

Se le maggiori OTA continuano a difendere la “parity rate”, ponendola come condizione chiave del modello di business così come lo conosciamo, le autorità europee inaspriscono il confronto e dopo la sentenza di gennaio nei confronti di HRS, il Bundeskartellamt (l’autorità garante del mercato in Germania) torna a tuonare contro Booking, mandando un messaggio chiaro e forte alla consociata tedesca del colosso americano controllato da Priceline.

Andreas Mundt

Confermando la nostra decisione contro HRS – spiega Andreas Mundt, presidente del Bundeskartellamtla Corte d’Appello Regionale di Düsseldorf ha finalmente stabilito il principio fondamentale in materia di restrizioni della concorrenza su Internet, tuttavia gli altri grandi portali che operano nelle prenotazioni di hotel, come Booking.com ed Expedia, finora non hanno eliminato la clausola “della parity rate” dai rispettivi contratti che sottopongono agli albergatori”. “Per questo motivo – prosegue Mundt – il Bundeskartellamt ora ha vietato ufficialmente l’uso di tale clausola a Booking.com, che nel frattempo è diventato il più grande portale di prenotazione alberghiera in Germania. La decisione si è resa necessaria anche per garantire condizioni di concorrenza omogenee, considerando che HRS ha già smesso di applicare tale clausola nei suoi contratti oltre un anno fa. Ovviamente, prosegue anche il procedimento in corso contro Expedia“.

Secondo il Bundeskartellamt la clausola della “parity rate” o “miglior prezzo” favorirebbe solo in apparenza i consumatori, limitando in realtà la libera concorrenza tra le varie piattaforme di prenotazioni, arrivando a generare alcuni paradossi; se in fatti un albergo decidesse di lavorare con un portale che richiede commissioni più basse rispetto a Booking o Expedia, si ritroverebbe nella condizione di offrire prezzi più alti nel proprio sito ufficiale, essendo vincolato dai contratti con i giganti.

In ogni caso la situazione sembra destinata ad essere chiarita una volta per tutte, considerando che HRS ha deciso di non impugnare la sentenza della Corte d’appello regionale di Düsseldorf, rendendo la decisione del Bundeskartellamt definitiva e vincolante per il futuro.

Diverse altre autorità garanti della concorrenza europea (in Francia, in Svezia e in Italia) stanno lavorando per rimuovere la parity rate, mentre Il Bundeskartellamt mantiene uno stretto contatto con le autorità e la Commissione europea, che avrà l’ultima parola prima di erogare eventuali maxi multe.

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