Hotel da mangiare, l’ultima frontiera del cibo in albergo

L’idea è tanto semplice quanto complessa nella sua realizzazione: per offrire ai propri clienti cibo di qualità e dalla provenienza certa, un albergo potrebbe coltivare direttamente ciò che gli serve in una specie di bio-sfera artificiale bella e funzionale

di Genni Ceresani, illustrazioni studio Dexter Moren Associates

Il progetto è dello studio Dexter Moren Associates e cavalca il tema dell’alimentazione, particolarmente attuale, considerando che è proprio intorno al cibo che ruota anche la prossima Expo 2015 a Milano. D’altronde, per il cibo e la cucina è un momento d’oro, non c’è canale, blog o palinsesto che non proponga ricette, a tutte le ore del giorno.

Sempre più, ciò che si mangia e il concetto di sostenibilità tendono a condizionare le scelte dei consumatori, specialmente quelle dei viaggiatori moderni, di conseguenza, l’offerta e le modalità di servizio dei pasti in hotel hanno un ruolo sempre più centrale nel marketing mix alberghiero, concetto particolarmente forte e dal potenziale enorme in un Paese come l‘Italia, che è sinonimo di buon cibo nel mondo.

Il nostro obbiettivo era pensare ad un hotel del futuro che possa offrire cibo locale e autoprodotto, anche all’interno di un contesto densamente popolato – si legge in una nota diffusa dallo studio Dexter – scegliendo il filone delle fattorie urbane”. “Coltivando direttamente ciò che serve alla cucina dell’albergo, azzeriamo l’inquinamento da trasporto e consumiamo prodotti assolutamente freschi. Il concetto è di rendere la struttura autosufficiente per produrre almeno 2/3 dei pasti serviti ogni giorno

L’Edible Hotel, l’albergo da mangiare, prevede una lobby open space che fonde insieme reception, cucina e area bar divise da “muri vegetali da mangiare” e con un acquario al centro. La struttura dei muri applica le tecnologie di coltivazione verticale idroponica e acquaponica, in modo da rendere belle e rigogliose le piante, che hanno anche una funzione decorativa oltre che alimentare.

E’ una soluzione che scardina gli stilemi tradizionali della ricettività, mettendo il cibo al centro, rendendolo protagonista e completamente trasparente nella sua preparazione, condizionando anche i menù e tutta l’offerta. Secondo gli architetti di Dexter, gli chef dovrebbero pensare e cucinare ricette che hanno come ingredienti principali proprio i prodotti coltivati in loco, cercando di minimizzare lo spreco di cibo.

E’ quasi un confronto filosofico sul cibo quello che si offre agli ospiti, garantendo certificazioni e fornitori, trasmettendo abitudini alimentari moderne e sostenibili. Il tutto senza mai perdere di vista il design, la freschezza e la pulizia dell’ambiente.

L’idea è impegnativa, ma intanto il progetto ha vinto il Tomorrow’s Hotel Award, il premio che la European Hotel Design assegna ogni anno alla migliore proposta per futuro.

Chissà se nel nostro Paese c’è qualche albergatore che ha intenzione di realizzarlo davvero.

 

2 commenti

  • A milano, nel centralissimo quartiere BRera, l’Hotel MIlano Scala offre ai Suoi ospiti, residenti e non, un attrezzato e produttivo orto situato sul l’ultimo piano dell’Hotel. I prodotti stagionali raccolti quasi ogni giorno dagli chef dell’hotel o dai barman, vengono utilizzati per presentare in carta dei piatti vegetariani e vegani, azzerando di fatto la filiera di produzione e la distanza chilometrica dalla coltivazione al consumo. Inoltre l’hotel presenta nella sua corte interna un vero altissimo ( sei piani) giardino verticale composto unicamente da gelsomini. Grazie

  • In effetti il centro di Milano sarebbe un luogo dalle potenzialità enormi per una struttura del genere, non è un caso se il bosco verticale di Boeri sia proprio nella meneghina.

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