Google: prove tecniche di OTA

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Mentre L’Europa fa i conti con l’estate calda della Grecia e la fuga in avanti della Francia nella lotta alla parity rate, Google zitta zitta lancia il suo sistema di prenotazione alberghiera diretta

La novità è passata quasi in sordina, con la complicità di diversi media, ma da qualche giorno, gli utenti Google possono prenotare una stanza d’albergo senza mai lasciare i sistemi di Big G. Fino ad oggi infatti, attraverso il servizio Hotel finder, il navigatore veniva dirottato sulle maggiori OTA per concludere la transazione ed effettuare la prenotazione vera e propria, ora gestirà tutto Google.

Non è un cambiamento da poco, tanto che il gigante di Montain View ha deciso di partire con i piedi di piombo e solo presso alcuni selezionati alberghi degli Stati Uniti, sia per testare la tecnologia e misurare il tasso di conversione, sia per evitare di indispettire i big player on line, che ogni anno versano miliardi di dollari alla stessa Google per scalare la classifica del posizionamento organico. Basti pensare che i soli investimenti di Booking ed Expedia costituiscono oltre il 5% di tutto l’advertising raccolto da Google.

Eppure big G ci tiene molto ad applicare il paradigma della sua grafica minimalista anche alle prenotazioni alberghiere, entrando direttamente in un business che non smette di attirare nuovi player come amazon ed alibabà. Sulla falsa riga della strategia di tripadvisor applicata nel servizio instant-booking, Google ha iniziato a testare il sistema di prenotazioni dirette e la stessa rivista tnooz ha fatto delle prove direttamente online, provando a prenotare un albergo a Washington.

Screenshot at lug 13 14-08-25Il sistema è veloce, funziona bene e c’è una piena condivisione delle informazioni tra Google e l’albergo, che riceve tutti i riferimenti per poter contattare il navigatore, oltre alla disponibilità di Google Wallet per i pagamenti elettronici. Secondo i bene informati, il partner che sta aiutando Google a muovere i primi passi sarebbe Sabre, “Stiamo lavorando in backend per Google solo con gli alberghi nostri clienti” spiegano dal quartier generale di Southlake, cambiando decisamente atteggiamento, rispetto ai tempi di FairSearch, quando Google decise di entrare nel business dei biglietti aerei e trovò proprio Sabre dall’altra parte della barricata.

Ora si collabora, e Sabre ha ammesso il suo servizio di beta-test con Google, basato sul modello a commissione (non pay per click) che presto potrebbe essere esteso agli oltre 20.000 alberghi indipendenti che usano il suo sistema centrale di prenotazione.

Google ha voluto testare a fondo anche le prenotazioni da mobile, incaricando lo stesso Nicolas Ward, presidente di Koddi (startup di Dallas che aiuta gli alberghi a massimizzare il canale distributivo Google).

Negli ultimi due anni – spiega Ward – ci sono state parecchie transazioni full-on-Google attraverso Wallet, anche se la loro esposizione è stata piuttosto limitata”. Su quanto prenda Google ancora vige il massimo riserbo, ma nel momento in cui il servizio dovesse decollare davvero, la notizia si diffonderà in fretta.

Insomma, dopo aver assorbito room77 ora Google fa le prove tecniche per fare l’OTA, bisognerà vedere come la prendono Booking & Co.

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