Google entra nel booking diretto

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La notizia si rincorreva da mesi, togliendo il sonno a molti manager delle Big OTA. Anche noi di tpost lo avevamo scritto, ma nessuno si aspettava da Google una mossa del genere, che cambia le carte in tavola con il coltello dalla parte del manico

Le prove tecniche sono finite, Google rompe gli indugi ed entra a gamba tesa nel mercato delle prenotazioni dirette. Da qualche giorno infatti, solo negli Stati Uniti (come scrive trefis) è attiva l’opzione “Book on Google” che permette al navigatore di prenotare senza mai uscire dai server di Big G, semplicemente utilizzando le pagine del motore o le maps.

Un cambiamento cruciale, che cambia anche il valore commerciale del programma Hotel Ads, introducendo la formula a commissioni, disponibile per ora solo negli States.

tempi di estensione del servizio al resto del mondo non sono ancora stabiliti, ma quello che è certo che ci saranno oltre 20 nuove nazioni coinvolte entro il 2016.

Google Hotel Ads: ora ci sono anche le commissioni

google_introC’era una volta il pay per clic, una delle formule con cui Google ha fatto la sua enorme fortuna.

Tutti hanno dovuto fare i conti con il concetto di costo “tanto al chilo”, basato sui grandi numeri, su variabili percentuali di conversione.

Ma Google adesso non ti mette solo in vetrina su Hotelfinder (che è stato chiuso dopo 4 anni di esperimenti) , ti vende proprio, ti porta prenotazioni sonanti, applicando la cara vecchia formula delle commissioni d’agenzia,un mercato troppo goloso (considerando che la sola Booking fattura oltre 6o miliardi di dollari l’anno) per non essere prima o poi vittima delle attenzioni del motore di ricerca numero uno al mondo.

Cosa cambia?

Già da diversi mesi, il mercato delle prenotazioni sta mutando, mettendo sempre più in crisi il modello classico che ha fatto la fortuna delle grandi Ota.

Tripadvisor riceve prenotazioni dirette con il sistema Instant Booking , e molto presto i metasearcher (Kayak, Trivago & C) faranno lo stesso, ma certamente nessuno può contare sull’arsenale informatico e di visibilità a disposizione di Google, semplicemente perché Google è la visibilità online.

Per il momento in Europa non cambia nulla, considerando che ci sono comunque in ballo campagne adv per miliardi di euro pianificate da tempo con le Ota, ma poi le campagne finiranno e a quel punto Google avrà campo libero, accompagnandoti direttamente dal tuo pc all’albergo, magari portandoti pure a disposizione con una delle sue Google car.

Anche in Cina avevano capito da tempo che la prenotazione diretta degli alberghi sarebbe prima o poi entrata negli interessi di Baidu, il primo motore di ricerca asiatico, tanto da convincere Qnar, la prima ota del Paese, a stringere un’alleanza strategica.

Ma le OTA hanno scampo?

Pensare che le OTA possano in qualche modo boicottare o cambiare i programmi di Google è virtualmente impossibile, paradossalmente, il più grande alleato delle OTA nei prossimi anni è quella stessa Antitrust che oggi le affligge; in molti infatti si aspettano, aspre critiche per la mossa di Google e ipotizzano un nuovo “abuso di posizione dominante”, argomento per il quale la stessa Google è in lite da anni con l’Antitrust Europea.

Ma al massimo verrà inflitta una mega-multa, che però non potrà impedire la mutazione del mercato.

3 commenti

  • Una soluzione sicuramente strategica per google che con già un grande ventaglio di servizi ed utenti ha fatto della suite di servizi integrati la sua punta di diamante e l’ariete per penetrare altri business. Una sorta di dittatura tecnocratica per gli altri!

  • Hai ragione Luca, e considera che la visibilità che ha Google non la può avere nessuno, considerando che Google è il padrone assoluto della visibilità

  • Grazie dell’articolo Stefano. Personalmente penso che questa “deriva” di Google non deve preoccupare tanto gli albergatori (nel senso che la differenza la fará la commissione che chiederá, finora, mi pare, ancora sconosciuta), ma sí deve far alzare le antenne. Se il CPC (speriamo lo mantengano vivo, non come TripAdvisor) sembrava servire al processo di indipendenza dalle OTA, beh, in questo senso diventa Google molto “pericoloso”. E il pericolo rimane sempre quello, la monopolizzazione da parte di pochi..ma fatto stá, giá in tanti altri ambiti siamo “presi male”. Uno piú uno meno..
    Un saluto

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