Fenomeno Airbnb

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Il colosso delle prenotazioni di case ha diffuso un report di fine stagione con risultati stellari. Solo nell’ultimo anno, sono già oltre 30 milioni gli ospiti che hanno dormito in una casa affittata da Airbnb, in 191 paesi nel mondo per oltre 34.000 destinazioni

di Stefano Mascioni

C’è chi parla di un “prima” Airbnb e un “dopo” Airbnb, indicando il portale californiano come una specie di spartiacque nell’oceano del booking online; certamente, quando nel 2007 i fondatori (Nathan Blecharczyk, Brian Chesky e Joe Gebbia) hanno ospitato in casa propria i primi tre membri della community (Michael, Kat, e Amol), semplicemente per sbarcare il lunario e arrivare a fine mese, nessuno poteva immaginare lo sviluppo esponenziale e tumultuoso di quello che sta diventando un vero e proprio fenomeno sociale, sia per i viaggiatori sia per i padroni di casa.

Se da una parte il sistema piace per le opportunità uniche che offre ai viaggiatori, per molti host le entrate garantite da Airbnb cominiciano ad essere una voce di bilancio familiare importante, specialmente in Italia, terzo mercato per il colosso californiano, (dopo USA e Francia secondo un articolo de Il Sole 24 ore ); e c’è addirittura chi ha fatto degli affitti su Airbnb il proprio lavoro principale.

Lo stesso Corriere della Sera, ha dedicato un articolo al fenomeno che riporta alcuni dati emblematici: basti pensare che nella sola a Milano, a fronte di 54mila posti letto disponibili negli alberghi, ce ne sono altri 42mila offerti su Airbnb.

Solo otto anni dopo la sua nascita, la comunità Airbnb si estende in 191 Paesi, 34.000 città in tutto il mondo con oltre 50 milioni di ospiti che hanno seguito le orme di Michael, Kat, e Amol, più di 30 milioni solo nell’ultimo anno, generando un indotto economico imponente.

 

Crescita esponenziale

Se nell’estate 2010 sono stati circa 47.000 gli ospiti che hanno dormito in una struttura Airbnb, nell’estate 2015 sono diventati oltre 17 milioni, con una crescita di oltre 353 volte!

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E c’è un dato ancora più emblematico, considerando che nella sola notte dell’8 agosto 2015, si è superata la soglia del milione di pernottamenti in 150 paesi diversi.

 

Ospiti da tutto il mondo

Secondo i dati diffusi dalla stessa Airbnb con il report di fine stagione, gli ospiti che hanno viaggiato prenotando attraverso il portale sono partiti da 57.000 città diverse, hanno un’età media di 35 anni, sono per il 54% uomini e per il 46% donne e hanno percorso oltre 10 milioni di miglia per raggiungere le proprie destinazioni, praticamente la distanza necessarie per andare e tornare dal pianeta Plutone!

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E anche nella varietà degli alloggi, i numeri sono curiosi, considerando che oltre 10.000 ospiti hanno dormito in una casa su un’albero, 12.000 nelle tende mongole (le yurte di pelle e legno) e 13.000 nei castelli.

 

Cuba e Filadelfia crescono in attesa del Papa

Il fenomeno Airbnb sta iniziando a incidere anche sugli equilibri dei grandi eventi mondiali, dal concerto dei Grateful Dead alla Coppa America di calcio in Cile, dal Tour de France al Super Bowl, per arrivare alle prossime olimpiadi di Rio, dove Airbnb sarà fornitore ufficiale di alloggi alternativi. Ci sono poi Cuba e Filadelfia, prossime mete dei viaggi pastorali di Papa Francesco, che stanno facendo segnare i tassi di crescita maggiori nel mondo.

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In particolare, Airbnb è stato il primo segnale concreto del disgelo in corso tra Cuba e gli Stati Uniti, collezionando migliaia di “casa particulares” in poche ore dalla riapertura dei rapporti diplomatici tra i due Paesi.

Sotto il profilo finanziario, Airbnb non pensa ancora alla quotazione in borsa, ma in un recente round finanziario ha raccolto oltre 1 miliardo di dollari da investitori privati, puntando ad una capitalizzazione di 24 miliardi di dollari, più del valore dell’intera catena Marriot.

E anche se oggi la società ha ancora i conti in passivo, sostanzialmente a causa del forsennato ritmo di crescita, gli auspici degli investitori sono molto positivi, considerando che nel 2015 i ricavi dovrebbero più che triplicare, sfiorando quota 900 milioni di dollari.

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