Fari vendesi uso Hotel

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In tempi di Spending Review, lo Stato prova a valorizzare il suo sterminato patrimonio immobiliare con il progetto “Valore Paese” che propone i pezzi più pregiati all’industria ricettiva. Ora tocca ai Fari, sulle nostre coste ce ne sono quasi 200 ma solo uno, per ora, è diventato un resort

Cosa c’è di più esclusivo di un faro? Sorge sulle rocce a picco sul mare, offre panorami mozzafiato, il fascino esclusivo dell’inaccessibilità e un senso di pace e silenzio inimmaginabile lungo i litorali affollati del BelPaese.

Il primo mai realizzato, pare sia stato eretto sull’isola di “Pharos” di fronte ad Alessandria d’Egitto (battezzando così tutti fari del mondo) ma lungo le coste italiane non mancano realizzazioni deliziose; dalla Lanterna di Genova (a lungo il faro più alto del mondo con i suoi 76 metri d’altezza che gli valgono ancora il primato nel Mediterraneo) al Faro di Livorno, vecchio di oltre 700 anni. Dal Faro della Vittoria di Trieste ai “gemelli” che si ergono sulle Secche della Meloria, dall’incredibile e lunare Strombolicchio a Capo Sandalo, in Sardegna, il prediletto dai falchi per nidificare.

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Il Faro di Capo Spartivento

Spesso si tratta di costruzioni affascinanti non solo per la loro posizione, ma anche per l’architettura. Basti pensare che uno di quelli messi all’asta nel 2014, quello ischitano di Punta Imperatore, è una palazzina di due piani a picco sul mare, del 1884, con la torre della lanterna che arriva a 180 metri di altezza.

Una vera e propria perla dalle potenzialità enormi, in grado di mettere in moto un intero comparto turistico e generare posti di lavoro, valore aggiunto, risorse fresche.

Nel resto d’Europa hanno già fiutato l’affare da un pezzo; in Croazia (il Paese più ricco di fari) e Norvegia ad esempio, le vecchie “sentinelle dei mari” rappresentano già da anni una tipologia di alloggio-vacanze di successo mentre in Portogallo (dove sono nate le “posadas”, ovvero residenze alberghiere realizzate in monasteri, castelli, palazzi e fortezze) e in Spagna anno già coniugato l’accoglienza di domanda turistica con la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.

Ora finalmente anche il Governo Italiano, attraverso l’Agenzia del Demanio, dopo l’esperimento perfettamente riuscito a Doums de Maria (Cagliari) con il Faro di Capo Spartivento (trasformato in un resort esclusivo che offre suite da 500 a 1.000 euro a notte), ha deciso di rompere gli indugi, offrendo agli investitori privati altri 10 fari che verranno resi noti durante la conferenza stampa che si terrà il 10 giungo presso la sede dell’ Associazione Stampa Estera in via dell’Umiltà a Roma.

Per ora la lista rimane top-secret, ma i bene informati sono pronti a giurare che tra gli altri ci saranno i fari delle isole di Ustica, dell’Elba e delle Eolie (secondo il quotidiano La Sicilia sono cinque o sei, alcuni bellissimi, a strapiombo sul mare, immersi nel verde e naturalmente con panorami mozzafiato; da quello di Augusta e quello di Capo Milazzo, da quello di Favignana a quelli di Salina e Capo Mulini, vicino Acireale).

D’altronde, per recuperare 2,1 miliardi di euro destinati dall’ultima manovra finanziaria alla riduzione del debito, è necessario percorrere ogni strada possibile.

L’idea consiste nel sollecitare piani di recupero da parte di investitori privati, premiando i migliori con concessioni “di lungo periodo”, anche 50 anni, in modo da garantire tempi di recupero anche per gli investimenti più importanti.

Che la cessione di questi fari porti finalmente un po’ di “luce”  al turismo italiano?

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