Booking e l’Italia: intervista ad Andrea D’Amico

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Secondo il numero 1 di Booking in Italia la parity rate non si tocca, è un elemento essenziale del modello di business sviluppato fino ad oggi, anche se il domani è sempre più difficile da interpretare

di Stefano Mascioni

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Andrea D’Amico

Si chiama Andrea D’Amico ed è il capo di Booking.com in Italia ma anche nei Balcani, in Grecia, Turchia, Medioriente e Africa, un’area che ha sia bacini d’utenza ormai consolidati sia possibilità di crescita enorme, soprattutto verso est, dove è in corso una vera e propria corsa alla costruzione di strutture ricettive.

Manager esperto ed apprezzato, dopo un’esperienza di 5 anni a Venere.com (portale poi acquisito nel 2008 da Expedia, il primo competitor del gruppo Priceline) inizia a lavorare per Booking da Cambridge nel 2004, per poi trasferirsi ad Amsterdam ed infine aprire l’ufficio di Roma nel 2006.

In tutti questi anni è sempre stato responsabile del mercato italiano a parte una pausa tra il 2010 ed il 2013 dove ha curato lo sviluppo di Booking.com in Asia con base a Singapore.

In questa intervista esclusiva risponde a tutte le nostre domande per i lettori di tpost. A partire dalla spinosa questione parity-rate.

tpost – Parity rate, in Europa se ne parla molto, qual’è la posizione di Booking? Perché bisogna mantenerla in vita?

“Gli alberghi hanno pieno controllo di prezzi e disponibilità che possono essere modificati in qualsiasi momento ed in totale autonomia tramite il sistema online che mettiamo loro a disposizione. L’albergatore può decidere di vendere a qualsiasi prezzo, sia esso 10 o 1000, lasciamo loro completa libertà anche perchè riteniamo che siano nella migliore posizione per decidere quanto vale sul mercato in quel momento una determinata tipologia di camera per una determinata data. Ci occupiamo noi di sostenere tutte le spese relative alla visibilità della struttura sulla nostra piattaforma e l’albergo ci corrisponde una commissione soltanto nel caso di prenotazione andata a buon fine. L’unica cosa che chiediamo loro è di offrire agli utenti che riusciamo a portare sulla loro pagina quella tariffa che loro ritengono essere giusta sia essa 10 o 1000; è ovvio che se su B.com un albergo vendesse a 100 e da altre parti a 90 non starebbe offrendo un prezzo giusto ai nostri utenti che sono anche potenziali loro ospiti”


tpost – Quali le conseguenze se la parity rate rimane, quali se verrà abolita da Strasburgo?

“Riteniamo che le modifiche da noi proposte, ovvero il mantenimento della parità soltanto nei confronti del canale diretto ma non più anche verso gli altri intermediari, vada proprio incontro alle esigenze di difendere la concorrenza nel mercato che sono alla base dell’indagine, siamo quindi fiduciosi su una conclusione positiva


tpost – Investimenti in promozione online, quanto in Italia e nel mondo?

“Una grandissima parte delle commissioni viene investita per la promozione delle strutture in tutto il mondo, non posso condividere dati né su Italia né su mondo ma consultando i bilanci di Priceline si può vedere quanto siano rilevanti” (noi li abbiamo consultati, sono aggiornati al 2013, e dicono che tutto il gruppo Priceline ha investito 1,8 miliardi di dollari nell’online e 127,5 milioni nell’offline)


tpost - Tassa di soggiorno, una tragicommedia tutta italiana, cosa ne pensa? Serve? Non serve? Potrebbe essere gestita direttamente da Booking, aiutando l’emersione del nero?

Preferisco non commentare decisioni prese a livello di amministrazione locale o nazionale ma penso che la cosa più importante sia che la tassa di soggiorno venga effettivamente utilizzata per il miglioramento delle città nelle quali viene applicata a vantaggio di turisti e cittadini. Il pagamento della prenotazione avviene presso la struttura e non a Booking.com quindi oggi sarebbe molto complicato per noi gestire la riscossione della tassa”


tpost Qual’é il segreto del successo di Booking?

“Mettere gli utenti, che sono poi i futuri ospiti delle strutture che lavorano con noi, al centro di tutte le proprie attività. Ne misuriamo costantemente le preferenze e cerchiamo di innovare quotidianamente per continuare a soddisfarli in maniera maniacale. Una scelta molto importante è stata poi quella di aprire uffici in tutto il mondo per stare quanto più vicini alle strutture partner e collaborare al meglio; ha comportato ovviamente notevoli investimenti ma si è rivelata una decisione felice”


tpost - Ci fa una previsione del booking on line nei prossimi 10 anni? Tendenze? Novità? Progetti? Rimarranno poche OTA o il mercato si frammenterà?

“Ci troviamo in un mercato così dinamico che è molto difficile guardare oltre l’anno o addirittura il trimestre; pensiamo che il booking online sia destinato a crescere ulteriormente soprattutto per ciò che riguarda il canale mobile. Il mercato potenziale è grande e sicuramente c’è posto per tutti quei player che riusciranno ad innovare costantemente ed a rimanere al passo con la tecnologia”


tpost - Cosa pensa dell’ingresso nel business di player come Amazon, Alibaba e della stessa tripadvisor?

“Come detto prima, il mercato del turismo è ampio e per molti versi inesplorato, è normale che le grandi aziende dell’online cerchino di entrarne a far parte”


tpost - C’è chi mette in dubbio l’attendibilità delle recensioni di siti come tripadvisor, esistono anche aziende specializzate nel produrre e garantire recensioni positive a pagamento, cosa ne pensa?

“Su Booking.com è possibile lasciare una recensione soltanto dopo aver effettivamente pernottato, questo limita il numero di giudizi ma li rende senz’altro più affidabili. Ne abbiamo comunque più di 33milioni sul nostro sito e sono ormai un aspetto che ogni utente controlla prima di prenotare”


tpost - Sicurezza dei dati, quali le garanzie di Booking?

“La sicurezza è un tema molto importante; oltre a rispettare tutti gli standard internazionali, abbiamo un team dedicato a tempo pieno alla prevenzione di attacchi informatici che possano mettere a repentaglio la sicurezza dei dati”


tpost – Open table è entrata a far parte del gruppo Priceline, quali le prospettive in Italia per le prenotazioni online dei ristoranti?

Open Table è molto utilizzato in US ma ancora poco in Europa, eventuali piani di espansione anche in Italia verranno comunicati nei prossimi mesi una volta definiti”


tpost - Quali sono i mercati a cui Booking punta di più?

“Abbiamo alberghi in circa 200 paesi e più di 140 uffici in tutto il mondo, direi quindi che ogni mercato è per noi importante. L’obiettivo è offrire la più vasta scelta possibile ovunque il viaggiatore voglia andare. L’Europa è ovviamente per noi il mercato più maturo ma US, Asia, Sud America ed Africa stanno crescendo molto”


tpost - Perchè, per un’attività ricettiva, vale sempre la pena lavorare con Booking?

Gli alberghi si posso registrare senza alcun costo, gli mettiamo a disposizione un sistema che permette loro di gestire tariffe, disponibilità, offerte speciali e politiche di cancellazione in totale autonomia ed in tempo reale. Il nostro team si occupa di rendere la presentazione della struttura quanto più completa e vendibile possibile anche grazie alle traduzioni fino a 42 lingueDistribuiamo poi l’albergo in tutto il mondo tramite attività di webmarketing su tutti i motori di ricerca in tutte le lingue, li rendiamo prenotabili su più di 5mila siti partner tra cui 50 compagnie aeree e su tutte le nostre applicazioni per smartphone e tablet. Mettiamo loro a disposizione un’assistenza clienti multilingua 24/7 il che permette anche ad un albergatore che parla solo italiano di risolvere problemi con una prenotazione dalla Russia o dalla Corea. Se non sono soddisfatti possono chiudere la collaborazione in ogni momento ma succede molto di rado. Tutte queste attività costerebbero molto di più che la nostra commissione e comporterebbero alti rischi di investimento se affrontate direttamente dalle strutture.”


2 commenti

  • Il Signor D’Amico omette di dire che il testo dell’annuncio (nella extranet dell’hotel etc.) e’ sempre sotto il beneplacito di booking e spesso non viene modificato anche quando sarebe opportuno, pertanto no venga a blaterare che gli hotel godono di ” lasciamo loro completa libertà”, questo e’ falso.

    • Gentile Cavallini,

      riporteremo la sua osservazione a Booking e le daremo conto in merito. Grazie per il suo post

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