Booking-Antitrust: sentenza ridicola, rimane la parity rate

Tanto rumore per nulla. O quasi. E’ notizia di ieri che l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di accettare le proposte di Booking, mettendo la parola fine all’istruttoria avviata il 7 maggio dello scorso anno e che coinvolge anche Expedia.

In ballo c’era una profonda revisione del rapporto tra le maggiori OTA del mercato e gli stessi alberghi, che metteva al primo punto della discussione l’eliminazione della cosiddetta “parity-rate”, quel vincolo contrattuale che vieta agli albergatori di offrire prezzi inferiori sul proprio sito rispetto a Booking. Ebbene, dopo quasi un anno di discussioni, proposte, meeting e comunicati stampa infuocati, la parity rate rimane, blindata da un modello di business che non ne vuole sapere di cambiare.

Cosa cambia

Per riuscire a mantenere la parity-rate, Booking ha dovuto cedere su altri fronti. Per prima cosa, cade il vincolo del prezzo con le OTA concorrenti e ora si potranno finalmente offrire prezzi più competitivi nei portali che chiedono commissioni più basse.

Cadono anche i vincoli di condizioni e disponibilità, e quindi ora gli albergatori sono liberi di decidere quante camere mettere in vendita in ogni singolo portale.

Altra concessione riguarda la possibilità di contattare i clienti che hanno già soggiornato presso la struttura, per offrirgli prezzi e condizioni migliori prenotando direttamente.

Su questo punto, Booking dice che è possibile “a condizione che venga rispettata la legge sulla privacy” e non è un caso se da qualche settimana, la stessa Booking abbia iniziato a nascondere l’indirizzo mail dei clienti dalle prenotazioni.

Ufficialmente, la misura è stata adottata in nome della sicurezza informatica, una sorta di scudo per proteggersi dagli attacchi hacker, il sospetto però è che Booking abbia agito in anticipo, proprio per limitare le possibilità di contatto diretto, prima di renderle di nuovo un “diritto” della struttura in sede Antitrust.

Come dire che ti lascio la possibilità di agire, ma prima ti faccio terra bruciata intorno.

In generale, la strategia di Booking punta a impedire qualsiasi emancipazione on-line degli albergatori, lasciandogli campo libero solo presso i canali tradizionali, ovvero telefono, fax , presenza diretta, arrivo a cavallo, a piedi, messaggio in bottiglia, piccione viaggiatore.

E se poi c’è ancora qualcuno che pensa di operare sul web in alternativa a Booking, ecco apparire il programma commerciale “Booking Suite”, che offre all’albergatore tutta una serie di servizi internet, a partire dalla realizzazione del sito, che lo riportano nell’orbita dell’OTA, sempre con il modello delle commissioni.

Si parte dal 1 luglio 2015

Giovanni Pitruzzella, presidente Antitrust

Giovanni Pitruzzella, presidente Antitrust

Gli impegni si applicheranno, a partire dal 1 luglio 2015, a tutte le prenotazioni effettuate dai consumatori con riferimento agli hotel siti in Italia ed avranno una durata di 5 anni. I medesimi impegni sono stati presentati alle Autorità nazionali di concorrenza di Francia e Svezia. L’AGCM ha quindi ritenuto che gli impegni presentati siano idonei a risolvere le preoccupazioni concorrenziali connesse alle condotte di Booking.com, in quanto, ridimensionando significativamente la portata delle clausole questa utilizzate, consentono alle OTA di avvalersi delle commissioni praticate agli hotel quale leva concorrenziale volta ad ottenere da questi ultimi la vendita delle stanze sulle proprie piattaforme a tariffe e condizioni più favorevoli. Il Presidente dell’AGCM Giovanni Pitruzzella, il Presidente del l’Autorité de la concurrence Bruno Lasserre e il Direttore Generale del Konkurrensverket svedese Dan Sjöblom hanno così commentato le decisioni assunte: “Con il coordinamento della Commissione le nostre tre Autorità hanno collaborato secondo modalità che non hanno precedenti nell’ambito delle rispettive investigazioni sulle piattaforme di prenotazione alberghiera online. Oggi possiamo annunciare che abbiamo deciso di accettare gli impegni offerti dall’operatore leader del mercato, Booking.com. Gli impegni sono stati significativamente migliorati a seguito del market test. Questi nuovi impegni limitano l’uso da parte di Booking.com delle clausole di parità tariffaria quale parte integrante del proprio modello di business basato sul pagamento di commissioni e aumentano in modo sostanziale il margine di manovra degli hotel. Gli impegni offerti da Booking.com conseguono il giusto equilibrio per i consumatori in Francia, Italia e Svezia, ripristinando la concorrenza e, al contempo, preservando la fruizione semplice e gratuita dei servizi di ricerca e di comparazione, incoraggiando lo sviluppo dell’economia digitale

Dura reazione di Federalberghi

Alessandro Nucara

Alessandro Nucara, Federalberghi

Netta insoddisfazione – afferma invece il Direttore Generale di Federalberghi, Alessandro Nucaraper una decisione che lascia in mezzo al guado gli interessi dei consumatori e delle piccole e medie imprese, a tutto vantaggio dei grandi portali”. “La seconda parte della soluzione -prosegue Nucara- lascia a dir poco perplessi, in quanto si muove in direzione opposta alla storia ed al mercato, imponendo inutili complicazioni, promuovendo l’utilizzo di canali di comunicazione obsoleti e finendo col penalizzare i consumatori e le piccole e medie imprese, a tutto vantaggio delle grandi multinazionali dell’intermediazione. Inoltre non si capisce in base a quale criterio venga autorizzato in Italia un comportamento che solo pochi giorni fa è stato duramente censurato dall’Autorità tedesca.

Nel confermare che Federalberghi ed Hotrec proseguiranno la propria battaglia in favore di un mercato più efficiente - conclude Nucara – invitiamo tutti i consumatori a ‘farsi furbi’ e ad adattare il proprio comportamento al nuovo scenario. Non accontentarsi quindi del prezzo pubblicato dai portali, ma controllare il sito dell’albergo o telefonare, per verificare la disponibilità di prodotti particolari e di altre soluzioni più vantaggiose che spesso sono disponibili e che queste regole astruse ci impediscono di pubblicizzare in maniera esplicita”.

Le decisioni assunte dalle tre autorità infatti, sono impugnabili davanti ai tribunali amministrativi dei diversi paesi e l’argomento è già stato posto come primo punto dell’ordine del giorno dell’assemblea di Hotrec, la confederazione degli albergatori europei, che si riunirà in Lussemburgo il 23 e 24 aprile e costituirà oggetto di ulteriore approfondimento in seno agli organi di Federalberghi.

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