Airbnb risponde alle accuse

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Il portale americano non accetta le critiche del Presidente di Federalberghi e risponde alle accuse elencando le attività in cui collabora con le istituzioni italiane, a partire dal Comune di Milano

di Stefano Mascioni

Ad Airbnb sono abituati a bisticciare con la politica, con le corporazioni, con gli apparati della old economy. Gli albergatori tradizionali, ma anche alcuni governi locali, danno sempre più segni di nervosismo e vorrebbero mettere un freno alla crescita esponenziale di un fenomeno commerciale che è anche uno stile di vita.

E non è un caso se recentemente, con una massiccia campagna elettorale, Airbnb abbia portato a casa il referendum di San Francisco, consultazione popolare tenutasi in California con la quale il governo locale voleva limitare a 75 notti l’anno l’attività di chi affitta le case attraverso il portale; eppure, dopo lo j’accuse di Bernabò Bocca, che ha indicato la piattaforma californiana come ricettacolo di attività in nero e non in regola con le leggi, in Italia hanno le bocche cucite.

Matteo Stifanelli, Airbnb Italia

Matteo Stifanelli, Airbnb Italia

Lo stesso Matteo Stifanelli, capo della filiale italiana di Airbnb, che abbiamo raggiunto al telefono, non ha voluto commentare le parole di Bocca, limitandosi a rimandarci una nota dell’ufficio stampa, con la quale si comunica che Airbnb è soddisfatta per la recente partnership con il comune di Milano e per il positivo dialogo avviato con la città di Firenze, chiari segni d’apertura al dialogo con le istituzioni, al fine di rendere sempre più la sharing economy una risorsa per le città. Lo stesso ufficio stampa, ha ribadito che Airbnb è una piattaforma estremamente affidabile e sicura, in cui tutti i pagamenti, senza alcuna eccezione, sono effettuati online con carta di credito e pertanto completamente tracciabili, tanto da scoraggiare naturalmente chiunque sia intenzionato ad occultare i propri guadagni.

Ora, come si fa a chiedere l’intervento delle istituzioni quando queste sono partner di Airbnb in vari progetti? Basta pensare che in diverse città del mondo, Airbnb gestisce completamente la tassa di soggiorno per i propri host, facendo da sostituto d’imposta e girando poi i fondi ai comuni, una pratica che non si può avviare se non ci sono massima trasparenza e massima fiducia.

D’altronde, a gestire i rapporti isitituzionali, Airbnb ha messo Patrick Robinson (Head of Public Policy, EMEA & Canada) che subito dopo l’avvio dei rapporti ufficiali con le autorità italilane ha diffuso le sue opinioni in merito.

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Patrick Robinson, Airbnb

“Milano e la Regione Lombardia hanno recentemente approvato le nuove regole che confermano che i residenti possono condividere le loro case. Queste regole inoltre hanno messo le basi per una futura collaborazione tra Airbnb e le città lombarde su ulteriori misure volte a supportare le persone che condividono le loro case per pagare le bollette. Oggi siamo felici di annunciare nuovi importanti passi in avanti nella nostra collaborazione con la città di Milano”.

 

Queste le dichiarazioni del manager subito dopo l’intervenendo alla “Collaborative Week” a Milano, in cui Robinson ha annunciato o una serie di misure e progetti che Airbnb svilupperà nel corso del 2016.

In particolare, Comune di Milano e Airbnb lavoreranno insieme per:

  • Supportare la città in occasione di grandi eventi

    – Airbnb ha una lunga tradizione di supporto alle città in occasione di grandi eventi (è anche sponsor ufficiale delle prossime Olimpiadi di Rio) , aiutandole ad accoglierle un grande numero di visitatori senza la necessità di posare un singolo mattone. Per la città di Milano, eventi come l’Expo 2015, la Design Week o la settimana della moda rappresentano grandi opportunità di sviluppo economico. Dopo il successo della partnership durante l’Expo di Milano, Airbnb collaborerà con il Comune di Milano per aiutare la città ad ospitare altri grandi eventi e a democratizzarne i benefici economici per i residenti locali.

  • Migliorare l’alfabetizzazione digitale

    – aiutando i più anziani ad accedere a nuove opportunità online e ad acquisire un utilizzo basilare della rete. Circa 1 milione di utenti Airbnb in tutto il mondo ha più di 60 anni – si tratta del 10 per cento della community-  e l’home sharing consente loro di incontrare nuove persone ed avere un guadagno extra per sostenere le proprie spese di tutti i giorni.

  • Misurare gli effetti positivi del home sharing

    – Airbnb vuole essere un buon partner per Milano e offrire dati significativi sulla community e sui vantaggi che porta, annunciando l’avvio di uno studio sull’impatto economico a livello nazionale, che esaminerà gli effetti positivi della community Airbnb in Italia, comprese le comunità locali, le imprese e l’industria del settore turistico.

A suggellare il rapporto istituzionale con Milano, l’Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune Cristina Tajani, intervenuta durante la conferenza “Milano Sharing City: le città del futuro“.

Cristina Tajani, foto del Comune di Milano

Cristina Tajani, foto del Comune di Milano

“Grazie a questa collaborazione con Airbnb potremo individuare gli strumenti più efficaci e idonei per governare nuove forme di accoglienza, che rientrano nel fenomeno più ampio dell’economia condivisa, ma anche avviare progetti di utilità sociale come l’alfabetizzazione digitale per i cittadini più anziani. Milano si conferma come il territorio migliore dove confrontarsi su nuove regole, esperienze e servizi; siamo felici che la nostra città si confermi sensibile nel cogliere anticipatamente le tendenze e cambiamenti anche in un settore complesso come quello dell’accoglienza, questo accordo è un altro importante tassello del progetto che l’Amministrazione sta portando avanti, per rendere Milano sempre più innovativa e inclusiva”.

 

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