Airbnb: accordo con Roma

AirbRoma
Il portale californiano prosegue la politica di collaborazione con le istituzioni italiane e firma un nuovo accordo con il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, per garantire maggiore sicurezza e collaborazione con la Capitale. Giubileo primo banco di prova

di Stefano Mascioni

Dopo Milano e Firenze, la filiale italiana di Airbnb ha appena stretto un nuovo patto con Roma, siglato direttamente da Matteo Stifanelli, Country Manager di Airbnb Italia, assieme al prefetto di Roma Franco Gabrielli, il vice presidente della Giunta Regionale del Lazio Massimiliano Smeriglio e il vice questore vicario di Roma Luigi de Angelis.

Il protocollo d’intesa, punta a diffondere il concetto di “home sharing responsabile e un più facile”, invitando gli host al rispetto delle regole, che potranno anche registrarsi al portale della Questura e comunicare telematicamente le generalità degli ospiti.
Il nostro obiettivo – spiega lo stesso Stifanelli – è rendere la città più sicura proprio in occasione dei grandi eventi, quando è più stressata. Consideriamo che per i mondiali a Rio un viaggiatore su 5 ha dormito con Airbnb e anche a Expo ben 500 mila persone hanno trovato una sistemazione in home sharing”.

Airbgabrielli

Il Prefetto Gabrielli e Stifanelli alla firma

Il Prefetto Franco Gabrielli, aveva già annunciato l’accordo la settimana scorsa durante l’ultimo “Albergatore Day” organizzato da Federalberghi Roma, precisando che la collaborazione con Airbnb “servirà come strumento di contrasto all’abusivismo del settore ricettivo e a una maggiore sicurezza“, musica per le orecchie dell’associazione albergatori, che da mesi suggerisce la strada dei controlli incrociati per stroncare la piaga dell’abusivismo..

Dalla parte della legalità

Il portale Airbnb da parte sua s’impegna ad indicare agli inserzionisti tutte le regole da rispettare per operare nella piena liceità (ecco la pagina creata ad hoc) sottolineando i rischi e e le responsabilità di chi evade l’obbligo di segnalare alla Questura le persone ospitate in casa, un reato disciplinato dal codice penale.

Ora, un link automatico invierà gli host di Airbnb alla home page di «alloggiatiweb» della polizia, dove chi affitta dovrà mettere nome e cognome di chi alloggia, ma anche le proprie generalità e  ragione fiscale. La legge prevede già l’obbligo di inviare alla questura gli ospiti che alloggiano in casa, sia nel caso di semplice cittadino, sia nel caso di una struttura ricettiva con licenza di esercizio e in questo modo si cerca di mettere a disposizione uno strumento web che faciliti la procedura, abbassando il tasso di evasione.

Abusivi nel mirino

«Il lavoro contro l’abusivismo sta iniziando a dare i suoi frutti: i carabinieri hanno chiuso 17 attività alberghiere abusive», ha dichiarato al Corriere della Sera il Presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli, che da anni si batte per eliminare concorrenza sleale e strutture fuorilegge dall’offerta capitolina. «Ci vuole una grossa predisposizione di uomini e forze di polizia per eliminare questa piaga che crea anche distorsioni di mercato. In assenza di abusivismo oggi le aziende avrebbero una redditività superiore. Solo a Roma il sito Airbnb conta 18 mila appartamenti, se la media è di 3 posti letto si tratta di 55 mila posti letto totali contro i 120 mila delle strutture alberghiere», aggiunge Roscioli, che si dice ottimista per l’andamento del Giubileo, rivitalizzato dagli eventi programmati a Roma per celebrare San Pio da Pietralcina.

Roscioli non ha sprecato l’occasione per ribadire la necessità di spendere gli introiti della tassa di soggiorno anche per la promozione.

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