Abraj Kudai: nasce l’albergo più grande del mondo

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Nasce a La Mecca, la Città Santa per i fedeli di religione mussulmana, il più grande albergo del mondo, capace di ben 10.000 stanze distribuite su 12 torri. Tempi record per la realizzazione, prevista nel 2017, per un investimento globale di oltre 3,5 miliardi di dollari

Si chiama Abraj Kudai ed è già candidato a diventare l’ottava meraviglia del mondo; un “miracolo” che sorgerà nel cuore di La Mecca, la città santa che ha dato i natali allo stesso profeta Maometto e che ogni anno attira oltre 3 milioni di pellegrini mussulmani in arrivo da tutto il mondo per lo “hajj” (secondo quanto prescritto dal Corano, tutti coloro che se lo possono permettere fisicamente ed economicamente sono tenuti a visitare La Mecca almeno una volta nella vita per il pellegrinaggio canonico detto appunto ḥajj).

Abraj-Kudai-2In totale, oggi il cantiere copre una zona di 1,4 milioni di metri quadrati nell’area di Manafia, a poco più di 2 chilometri dalla Moschea Sacra di Masjid al-Haram.

Una volta terminati i lavori, l’Abraj Kudai avrà una capacità ricettiva monstre e potrà ospitare contemporaneamente oltre 20.000 ospiti, strappando il primato a Las Vegas, distribuiti su 12 torri da 54 piani (dieci torri offriranno sistemazioni a quattro stelle, mentre due saranno riservate a chi può permettersi i livelli di lusso più esclusivo con suite e interi piani presidenziali); non tutti i piani saranno però accessibili, nemmeno per chi sarebbe disposto a pagare profumatamente: ben 5 livelli infatti, sono strettamente riservati all’uso da parte della famiglia reale saudita e sulla cima delle torri ci saranno quattro zone di atterraggio per elicotteri.

Il tutto sovrastato da un’immensa cupola, una delle più grandi mai costruite.

Secondo i bene informati, L’Abraj Kudai non sarà alla portata di tutti, considerando che ha le caratteristiche tipiche dell’albergo per portafogli di lusso; basta considerare che il costo complessivo dell’opera si aggira intorno a 3,5 miliardi di dollari, soldi che serviranno ad alimentare una macchina poderosa capace di offrire di tutto.

Ci saranno ogni giorno catering di altissima qualità, funzioneranno 70 ristoranti, uno sterminato un centro commerciale, un centro benessere, una sontuosa sala da ballo, un centro congressi e persino una stazione degli autobus.

In pratica una città dentro la città.

La progettazione dell’Abraj Kudai è firmato dallo studio internazionale Dar Al Handasah e richiamerà gli stilemi delle tradizionali fortezze del deserto saudita, stilizzate e reinterpretate in chiave contemporanea, mentre gli interni sono stati affidati allo studio londinese Areen Hospitality.

Ancora prima di aprire la sua attività, l’Abraj Kudai ha già alimentato diverse polemiche in Arabia Saudita.

La Mecca si sta trasformato in Mecca-hattan, per fare posto agli hotel di lusso, si sta spazzando via tutto, soprattutto la santità del luogo“, ha dichiarato al quotidiano londinese The Guardian Irfan Al-Alawi, direttore dell’Islamic Heritage Research Foundation, fondo impegnato nel salvaguardare il patrimonio delle città dell’Arabia Saudita.

Ci si immagina che i pellegrini siano persone semplici, spartane – ha aggiunto Al-Alawi – la loro esperienza in questa città non può essere ridotta a quella che un qualsiasi turista può fare a Las Vegas, dove la maggior parte dei fedeli non sono soliti andare“.

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